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Ecodesign e lampade LED: l’Ue rinvia tutto al 2018.

Per dire addio alle vecchie e inquinanti lampadine alogene bisognerà attendere il 2018. Rinviata di due anni la loro graduale eliminazione, in barba all’efficienza energetica legata al settore dell’illuminazione. A deciderlo, lo scorso venerdì, è stata la commissione tecnica sulla direttiva Ecodesign. Quest’ultima, nonostante i numerosi vantaggi che potevano arrivare da una simile decisione, aveva già avanzato l’idea di rinviare la graduale eliminazione delle inefficienti lampade alogene di classe “D” al 1 ° settembre 2018 invece che al 1° settembre 2016.
Il voto è stato preceduto da un processo di profonda revisione aperto al pubblico, spiega l’Ue, durante il quale è stata esaminata la migliore via da seguire.
L’ennesima occasione sprecata per ridurre non solo le emissioni inquinanti ma anche per risparmiare in bolletta. È la stessa Ue a illustrate gli svantaggi delle lampade alogene, considerate “molto inefficienti” e i vantaggi dei sistemi LED. Questi ultimi “offrono un elevato potenziale di risparmio: il consumo di una lampada alogena è spesso più di cinque volte superiore a quello di un LED ad alta efficienza energetica” sostiene l’Europa, agendo però all’opposto.
Nel 2009, gli Stati membri avevano concordato di mandare in pensione tali lampadine dal 1° settembre del prossimo anno.
Perché allora cambiare le carte in tavola posticipando addirittura di due anni la loro messa al bando? Secondo quanto sostiene l’Ue, analizzando il mercato dell’illuminazione e gli sviluppi tecnologici, la Commissione è giunta alla conclusione che il 1° Settembre 2016 sarebbe stato troppo presto affinché la tecnologia LED sostituisse completamente le lampade alogene:
“Una più adeguata eliminazione sarebbe nel 2018” spiega, illustrando i vantaggi sia per i consumatori che per l’industria.
Il rinvio permetterà, secondo l’Ue, di avere prodotti più efficienti sul mercato, dando ai consumatori la possibilità di scegliere una lampada dalle prestazioni migliori, risparmiando fino a 115 euro per ogni lampadina sostituita con una a LED e per 20 anni. A maggior ragione, nel 2018, quando i prezzi dei LED potrebbero essere ancora più bassi.
Vi sarebbero, difficile immaginarlo, anche dei vantaggi per l’ambiente e la sicurezza energetica. “Il passaggio a lampadine a basso consumo energetico nel 2018 porterà a un risparmio energetico annuale pari al consumo annuo di elettricità del Portogallo (48,0 TWh di energia elettrica), risparmiando 15,2 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 entro il 2025, pari alle emissioni generate da circa due milioni di persone all’anno. Ciò significa ridurre l’importazione di petrolio dell’UE da 73,8 milioni di barili. Rispetto alla una graduale eliminazione nel 2016, come già previsto, i consumatori europei avrebbero perso un miliardo di euro di questi risparmi”.
E i vantaggi per l’industria? Con la fine della produzione delle lampade alogene, si perderebbero secondo l’Ue circa 6.800 posti di lavoro, indipendentemente da ogni intervento politico. I due anni in più permetterebbero in questo caso di aiutare a superare alcuni di questi impatti negativi, offrendo ai produttori più tempo per creare nuova occupazione.
“Una decisione incomprensibile che arriva in un momento in cui il mercato è già ampiamente passato ai LED e dopo studi internazionali qualificatissimi che dimostrano che di queste lampadine energivore non c’è più bisogno” ha detto Davide Sabbadin, responsabile efficienza energetica di Legambiente. “Ed è grave che questa decisione, così rilevante per il clima, sia presa a pochi mesi dalla conferenza internazionale sul clima di Parigi”.

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